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Tracciabilità hamburger

MONTANA LANCIA IL PRIMO HAMBURGER ITALIANO “SOSTENIBILE” CON DICHIARAZIONE AMBIENTALE IN ETICHETTA

Quanta acqua serve per produrre 1 kg di carne bovina? Da sempre si sente parlare di 15.400 litri per kg*, ma nessuno aveva mai fatto i conti prendendo in esame le caratteristiche specifiche degli allevamenti e della produzione degli hamburger nel nostro paese.

Ora, finalmente, arrivano i numeri reali: il consumo diretto di acqua per produrre un hamburger Montana di 100g ammonta a solo 72,8 litri, equivalenti a 728,8 litri per kg, valore ben diverso rispetto a quelli che siamo abituati a sentire, basati su diverse metodologie di calcolo e che non tengono conto dei diversi contesti produttivi e sistemi di allevamento.

Tracciabilità hamburger

Dunque consumare 1 hamburger Montana da 100g ha un impatto estremamente basso, basti pensare che il consumo giornaliero medio della sola acqua potabile ad uso domestico in Italia è di 180 litri a persona (fonte Enea). Non solo meno acqua, anche le emissioni di CO2 sono particolarmente contenute, pari a 1 Kg di CO2 eq, inferiore del 50% rispetto ai valori comunemente indicati per la carne bovina.
Inoltre il 99,9% degli imballaggi generati dal processo di produzione è avviato al riciclo a dimostrazione che la filiera della carne Montana è un sistema circolare che non spreca, fortemente integrato e ad alto tasso di recupero.

Tracciabilità hamburger

Questi sono alcuni dei dati emersi dalla Dichiarazione Ambientale di Prodotto** (EPD-Environmental Product Declaration) realizzata per la prima volta assoluta in Italia sugli hamburger di bovino surgelati a marchio Montana prodotti con carne proveniente per il 100% da allevamenti italiani.

Il Sistema Internazionale EPD®, innovativo, indipendente e riconosciuto a livello internazionale, permette di valutare tutte le caratteristiche, le prestazioni e gli impatti ambientali di prodotti e servizi pubblicati all'interno della Dichiarazione Ambientale di Prodotto e di comunicarli in modo oggettivo, confrontabile e verificabile all’esterno. La Dichiarazione realizzata per gli hamburger Montana utilizza la Valutazione del Ciclo di Vita (Life Cycle Assessment) come metodologia che consente l'identificazione, la mappatura e l'analisi di tutti gli impatti ambientali del prodotto.

Tracciabilità hamburger

Nel calcolo totale degli impatti*** sono stati considerati tutti i processi: allevamento (razioni alimentari somministrate, consumi energetici e idrici, rifiuti, fermentazioni enteriche, stoccaggio e digestione delle deiezioni), trasporto, macellazione e lavorazione negli stabilimenti Inalca (consumi di energia e acqua, gestione dei residui di macellazione e trattamento degli scarichi idrici, consumi per la catena del freddo), distribuzione, conservazione domestica, fino ad arrivare alla misurazione dell’impatto finale relativo alla fase di cottura domestica.

Per quanto riguarda la distribuzione dei contributi all’indicatore Global Warming Potential (la cosiddetta Carbon Footprint) per le diverse fasi del processo di produzione, dallo studio EPD si ricava che il 76% deriva dall’allevamento (di cui il 38% dalle fermentazioni enteriche), il 16% dalla macellazione e lavorazione della carne, il 7% dalla conservazione domestica e fase d’uso, ed il restante 1% per la produzione di imballaggi.

Scopri di più sul sito ufficiale EPD:
https://www.environdec.com/Detail/?Epd=10888

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* Mekonen e Hoekstra (2012)
** Oggetto della Dichiarazione è l’hamburger a marchio Montana a base di carne ottenuta da bovini da latte (85%) e da carne (15%) allevati in Italia e commercializzati da Inalca in confezioni da 10 o 4 pezzi, molto noti al pubblico italiano.
*** Gli impatti ambientali sono stati calcolati sulla base di uno studio del ciclo di vita sviluppato secondo quanto previsto dalle regole generali dell’EPD Programme oltre che dalle specifiche del gruppo di prodotti “Product Category Rules 2012:11 “Meat of Mammals fresh, chilled or frozen - CPC Code 2211 e 2113”. I dati primari

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